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Disorganizzazione Neurologica negli adulti
INPP Ltd,
Stanley Street, Chester, CH1 2LR
www.inpp.co.uk
Nonostante la maggior parte delle informazioni contenute in questo
sito si riferiscano ai bambini, la disorganizzazione neurologica non
è esclusivamente un problema infantile.
Infatti se un nucleo di riflessi rimane attivo dopo la prima
infanzia, ad un certo momento, durante gli anni evolutivi, si
presenteranno dei problemi collegati alla loro presenza.
Ad ogni modo, se le anormalità legate ai riflessi sono lievi, il
bambino potrà spesso compensarle e far fronte alle sfide legate alla
scuola e alla sua crescita, ma rimarrà comunque svantaggiato perché
la legge della compensazione esigerà un prezzo che verrà spesso
pagato in termini di funzionamento emozionale, di sicurezza di sé e
di abilità di reggere ai crescenti livelli di stress.
Il dr Lawrence Beuret, che lavora a Chicago con i giovani, ha
sperimentato che spesso questo accade per la prima volta con il
passaggio a livelli di istruzione superiori.
Il sommarsi del fatto di lasciare la casa dei genitori, doversi
creare delle nuove amicizie e di dover far fronte maggiori impegni
nello studio e di un ambiente didattico meno strutturato, portano in
superficie problemi che erano stati precedentemente tamponati dal
processo di compensazione.
Beuret ha visto che quando questi problemi vengono corretti a
livello fisico e neurologico, gli studenti cominciano a riuscire nei
percorsi di carriera che si sono scelti.
Blythe e McGlown (1979,1980) hanno trovato che circa il 75% dei
pazienti diagnosticati con agorafobia hanno carenze evidenti a
livello del sistema nervoso centrale che si manifestano in una serie
di riflessi primitivi e posturali aberrati e in disfunzioni visivo -
percettive e oculo-motorie direttamente collegate a problemi
dell`equilibrio, giramenti di testa e ansia.
Ansia
L`ansia è una fondamentale emozione umana che tutti sperimentiamo in
vari momenti della nostra vita. Un ansia leggera o moderata può
essere utile al nostro spirito di motivazione, alla nostra sicurezza
e all`adattamento. Ma l`ansia eccessiva interferisce pesantemente
col funzionamento sociale, lavorativo ed emozionale e viene vissuta
dal soggetto con grande disagio.
L`ansia può essere sperimentata a tre livelli: cognitivo (nei
pensieri di una persona), somatico (reazioni fisiologiche o
biologiche) o emotivo. Molti approcci al trattamento dell`ansia si
concentrano sull`aspetto cognitivo e comportamentale, cercando di
modificare l`atteggiamento e le azioni nelle situazioni che
scatenano l`ansia.
Sebbene in molti casi le tecniche cognitivo - comportamentali siano
efficaci, per il terzo tipo di ansia i sintomi sono così acuti che
le emozioni sopraffanno ogni tentativo dei centri superiori del
cervello (quelli cognitivi) di controllarle.
A livello somatico si possono manifestare sintomi come respirazione
affannosa, bocca asciutta, mani e piedi freddi, costrizione al
petto, senso di vuoto allo stomaco, tachicardia, sensazione di testa
vuota, giramenti di testa, tensione muscolare, con un`intensità tale
che l`individuo perde il controllo sulle proprie azioni; la
temporanea perdita di controllo corticale viene vissuta con
disorientamento e ,in alcuni casi, panico.
Alcuni psicologi adesso sostengono che in alcuni casi di estrema
ansia talvolta c`è una base fisica o biologica.
Blythe ha trovato che gli adulti con recidive (coloro che sono
migliorati per un periodo e poi hanno avuto ricadute) e coloro il
cui trattamento è fallito con i più diversi approcci terapeutici
malgrado il reale desiderio di volere guarire, mostravano segni di
disfunzione neurologica legata ad una mancata maturazione dei
riflessi primari con conseguenti problemi di equilibrio,
coordinazione, abilità percettive e funzionamento del sistema
simpatico che è quella parte del sistema nervoso responsabile delle
risposte involontarie, in particolare delle reazioni al pericolo.
Questo stato di allerta iperattivato, può portare a sperimentare
paura di intensità ancora maggiore, paura della paura futura (ansia
anticipatoria) e comportamenti di adattamento inappropriati alla
situazione da un punto di vista obiettivo, come evitamento,
frustrazione, rabbia e talvolta depressione.
Se alla base c`è una disorganizzazione neurologica, correggerla
significa aiutare chi soffre a riguadagnare il controllo corticale.
(Solo alcuni problemi emotivi sono collegati alla disorganizzazione
neurologica).
Per sapere se il Programma di INPP potrebbe aiutarvi completate il nostro
Questionario
aggiornato al Marzo 2010 |